Repubblica della Terra e Dhana

 

La struttura del sistema umano.

Ogni persona[1] è una delle singole[2] parti[3] della specie umana[4] che formano un tutto[5] insieme[6] unitario[7]. L’insieme delle persone costituisce il sistema[8] umano. Il sistema umano è complesso[9].

In ogni sistema, le parti sono organizzate in una struttura[10]. Nel sistema umano, le persone sono organizzate in una struttura gerarchica formata da livelli che attribuiscono una duplice valenza. Ogni persona rappresenta se stessa se si rivolge verso l’alto e la totalità se si rivolge verso il basso[11].

Questa duplice valenza[12] non dipende dalla capacità individuale ma dal livello sul quale inizia la vita di ogni persona; dà origine alle due categorie[13] dei dominanti[14] e dei dominati[15] ed è la causa principale delle ingiustizie[16].

Le società umane sono dominate dal più forte[17]. La forza di una persona deriva dalla valenza determinata dal livello sul quale ha avuto inizio la sua vita e dalla propria capacità individuale[18].

Il rapporto fra valenza del livello e capacità individuale dipende dalla forma di governo della struttura. Tuttavia, la forma di governo influenza[19] la forza delle singole persone ma nessuna forma di governo può modificare la struttura del sistema sociale, perché la struttura è effetto delle leggi dell’evoluzione e non della forma di governo, la quale può quindi solo dirigere la struttura in un certo modo ma non può modificarla.

La regola fondamentale dell’evoluzione di tutto l’universo è la selezione[20]. Dalle particelle elementari[21] agli organismi più complessi, tutto esiste per necessità, è in costante evoluzione ed è sottoposto a selezione: le necessità sono cause dei comportamenti che a loro volta sono causa delle regole.

È giunto il tempo[22] in cui la regola della selezione può essere sostituita con quella della fusione[23], che si può conquistare attraverso una progressiva indiscriminazione[24]. Dopo miliardi di anni dall’origine dell’universo di cui fa parte, la specie umana può riuscire a modificare la regola dalla quale essa stessa proviene e formare una nuova struttura senza livelli gerarchici. Deve solo volerlo[25].

Per formare una nuova struttura è necessario indurre le persone a disporsi in modo diverso da quello abituale, sostituendo ai comportamenti ed ai rapporti determinati dall’attuale struttura del sistema, i comportamenti ed i rapporti della nuova struttura che si vuole formare[26].

In che modo disporsi? Con quali comportamenti e rapporti?

Per sostituire la regola della selezione con quella della fusione, le persone che si trovano sul livello inferiore devono unirsi, per gestire autonomamente quel livello e potersi rivolgere verso l’alto con una forza sufficiente a sfuggire alla regola della duplice valenza. Le persone di quel livello devono costituire un loro sistema indipendente da quelli superiori e coinvolgere le persone che si trovano su quelli inferiori.

I comportamenti delle persone che partecipano al processo di fusione devono essere mossi da uno spirito di unione e fondarsi su comuni obiettivi, ignorando tutto ciò che tende a dividerle.

I rapporti fra le persone che vogliono davvero ottenere una fusione devono essere simili a quelli che sarebbero normali nella struttura da formare, escludendo[27] temporaneamente, se necessario, coloro che non partecipano al nuovo processo.

Infine, quelle persone devono stabilire la regola fondamentale[28] della nuova struttura, priva di livelli[29], secondo la quale ogni persona rappresenta se stessa in qualsiasi tempo e luogo e tutte le persone si considerano una sola unità rispetto alle necessità comuni ad ognuna di loro.

Energia, acqua, cibo, salute, conoscenza e le altre esigenze fondamentali dell’essere umano devono essere considerate in funzione dell’unità e non di ogni singola parte.

Rispetto a chiunque si trovi sui livelli superiori, le persone che si trovano su quelli inferiori devono esprimere concretamente la loro unità.

Il governo mondiale.

Tutte le forme di governo di una struttura gerarchica sono finalizzate a mantenere la posizione delle parti che si trovano sui livelli superiori. L’evoluzione delle forme di governo è determinata dalla pressione delle parti che si trovano sui livelli inferiori. Ogni nuova forma di governo, anche se appare diversa, ripete gran parte dei caratteri sostanziali di quella precedente.

Gli stati non sono riusciti a risolvere i problemi fondamentali dell’umanità. Con le loro scelte, determinate dai gruppi dominanti, hanno provocato guerre, debiti pubblici, povertà e fame. Gli stati hanno abusato di alcuni loro poteri[30] e non hanno usato quelli per i quali sono stati istituiti ed accettati[31].

Non si tratta di abolire gli stati, ma è necessario modificare le loro funzioni ed integrarle con quelle di altre entità alle quali conferire il potere di fare quello che gli stati non hanno fatto. Gli stati devono essere trasformati in organismi territoriali di un sistema planetario considerato in modo unitario[32] e governato nel suo insieme da un organismo che rappresenti nel modo più diretto possibile la sovranità e la volontà di tutti gli abitanti della Terra.

Per modificare realmente i rapporti fra dominanti e dominati, bisogna adottare una forma di governo che non sia l’evoluzione di quelle precedenti ma completamente nuova ed originale.

La nuova forma di governo deve trarre origine dal livello di evoluzione dell’umanità nel suo insieme, a prescindere dalle forme di governo esistenti ed in certi casi determinando le stesse scelte dei governi degli stati.

La forma di governo più adatta all’attuale livello di evoluzione deve tenere conto della realtà civile ed economica dell’umanità. La società umana si è globalizzata. I rapporti sociali, civili ed economici possono avvenire fra persone di qualsiasi luogo. Alcuni elementi sociali sono comuni a tutte le persone. I principi del diritto internazionale sono applicabili ad ogni persona e ad ogni gruppo. I rapporti economici investono ogni parte del pianeta. La struttura della società umana è diventata universale.

Per rappresentare una struttura sociale così complessiva serve un sistema politico universale, unitario, con un governo capace di affermare e realizzare i principi riconosciuti e condivisi dalla società umana nel suo complesso. Il nuovo sistema non può essere la riproduzione delle forme di governo esistenti né la loro semplice aggregazione. Deve essere qualcosa di più e di diverso. Deve partire dal basso e rappresentare gli interessi e le aspirazioni della larga maggioranza delle persone. Deve influenzare tutti i popoli e gli stati ed incidere sulla realtà delle persone in ogni luogo.

Il sistema più aderente[33] a questi principi è la repubblica[34] universale[35], con un governo mondiale che sia espressione della volontà di tutti gli abitanti del pianeta. Da questa concezione è nata l’ipotesi della Repubblica della Terra e di un governo mondiale eletto direttamente da tutti gli abitanti del pianeta.

Con quest’ipotesi, la sovranità di ogni popolo[36] si trasforma nella sovranità di tutta l’umanità, il territorio di ogni stato diventa territorio comune di tutti gli abitanti del pianeta e la massima autorità politica rappresenta la volontà delle persone che vivono su di esso.

La Repubblica della Terra non è uno stato. Il suo governo non deve amministrare alcuna parte del territorio del pianeta o prestare servizi pubblici. Essa deve solo garantire libertà, giustizia, democrazia, sviluppo, solidarietà e soprattutto pace e scurezza a tutti per tutti gli abitanti del pianeta.

L’entità ed il governo che rappresentano tutti gli abitanti del pianeta, cioè la Repubblica della Terra ed il suo governo, non hanno bisogno di alcun esercito per garantire la pace e la sicurezza né di proprie imprese per garantire sviluppo economico e solidarietà, perché la loro autorevolezza deriva dalla loro stessa esistenza. Nessun gruppo[37], stato o governo può opporsi a regole decise da un’assemblea dei rappresentanti[38] di tutte[39] le persone che vivono sulla Terra.

La Repubblica della Terra è stata costituita il 1° gennaio 2001, all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana. La sua Costituzione enuncia i principi di carattere generale e gli obiettivi concreti che si propone. Le Disposizioni di Attuazione ed alcuni Regolamenti già adottati stabiliscono le modalità per farla funzionare. Aderire a questa iniziativa significa credere nella possibilità di costruire un futuro migliore di quello che si può facilmente prevedere lasciando le cose come stanno.

La moneta mondiale.

Il lavoro[40] è la misura fondamentale del valore[41] dei beni[42] e dei servizi[43].

Il valore dei beni e dei servizi è determinato dal rapporto[44] fra desiderabilità e scarsità.

La moneta[45] è mezzo di pagamento[46], unità di misura del valore[47] e riserva di valore[48].

Rispetto alla forma, la moneta può essere un pezzo di metallo[49], un biglietto[50] o una semplice scrittura[51]; rispetto al valore, può essere[52] moneta merce[53], moneta a corso legale[54] e moneta fiduciaria[55].

Le banconote in circolazione sono monete fiduciarie a corso legale senza alcun valore reale.

La maggior parte della moneta scritturale emessa dal sistema bancario[56] rappresenta crediti nei confronti di soggetti pubblici e privati[57].

Questa moneta senza valore è scambiata con beni reali e crediti ed è prestata dietro interesse.

Per questo si parla di moneta di debito[58]. stati, imprese e privati sono indebitati per prestiti in monete a corso legale prive di valore sui quali tuttavia pagano un interesse[59].

Chi ha debiti deve impiegare le proprie energie per rimborsarli con gli interessi e, soprattutto, dipende dai creditori[60].

Utilizzare denaro senza valore per acquistare beni che hanno un valore reale e prestare quel denaro dietro interesse provoca un ingiusto trasferimento di ricchezza dai soggetti che producono beni e servizi ai soggetti che emettono e controllano quel denaro[61].

Il valore della massa monetaria mondiale circolante[62] supera ormai un milione di miliardi di Dollari, vale a dire oltre trenta volte la ricchezza annuale prodotta sul pianeta[63] e più del valore complessivo di tutti i beni esistenti sulla Terra.

Meno del cinque per cento di questa massa circolante è utilizzata nello scambio di merci; per il resto è impiegata nel settore finanziario, i cui guadagni derivano da un continuo trasferimento di ricchezza dagli stati e dai privati che di conseguenza aumentano i loro debiti[64].

Le scelte degli stati e delle imprese, la capacità di soddisfare i bisogni reali dei lavoratori e dei consumatori e la stessa libertà dei debitori dipendono da pochi soggetti ai quali è riconosciuto il potere di acquistare beni e di concedere prestiti con moneta che non ha alcun valore reale.

Con quella moneta si controlla la politica[65], l’economia[66], la finanza, la cultura e l’informazione[67], si finanziano le guerre[68], si governa il mondo e si decide il destino di tutti.

Qual è l’origine e la causa del potere di quella moneta senza valore? Com’è possibile che un mezzo di pagamento che in sé non vale nulla possa essere scambiato con beni e servizi prodotti con lavoro vero e reale?

L’origine risale al momento in cui uno stato ha concesso ad un privato il privilegio di emettere moneta, garantita da titoli di credito emessi dallo stato a fronte di un prestito. Nascono così la prima banca centrale, o istituto di emissione, e la moneta a corso legale[69].

Da quel momento, la pratica già diffusa di emettere moneta allo scoperto è stata legittimata ed in ogni stato è sorta una banca di emissione che ha agito nello stesso modo.

La causa è la fiducia[70] verso la banca centrale di quanti hanno accettato in pagamento quella moneta emessa allo scoperto, nella convinzione che la stessa banca avrebbe adempiuto i suoi impegni.

La banca centrale ha approfittato della generale ignoranza[71] circa il reale funzionamento della moneta e si è servita della fiducia delle persone per affermare ed esercitare il suo potere.

La moneta emessa dalla banca centrale è poi depositata nelle altre banche, che a loro volta concedono prestiti, che si trasformano in altri depositi e prestiti, dando origine al processo di moltiplicazione monetaria che ha portato all’attuale massa monetaria circolante[72].

Poiché la sua gestione richiede una certa specializzazione[73], la moneta si concentra in poche mani e, poiché con la moneta si possono acquistare beni e servizi, dalla concentrazione della moneta si passa alla concentrazione ed ingiusta distribuzione della ricchezza.

La progressiva concentrazione della ricchezza[74] impedisce alla maggioranza degli esseri umani di disporre di risorse materiali sufficienti a lavorare e produrre per soddisfare i bisogni essenziali[75] di ognuno, con il progressivo impoverimento e, a parte ogni retorica, sempre minore libertà.

Come si può modificare questa situazione che provoca effetti negativi sulla vita di gran parte degli esseri umani? In altre parole, come si può ridistribuire la ricchezza?

Posto che la causa della concentrazione della ricchezza è la concentrazione della moneta, per ridistribuire la ricchezza bisogna ridistribuire la moneta.

Com’è possibile? Escludendo moralmente e legalmente il furto e l’esproprio (anche per non ripetere il modo attraverso il quale è avvenuta la concentrazione), l’unica soluzione per trasferire valori monetari da chi ne ha tanti per darli a chi non ne ha è emettere una nuova moneta e dividerla in parti uguali fra tutti i soggetti del sistema economico, vale a dire fra tutti gli abitanti del pianeta che possono lavorare e produrre[76].

La moneta è un mezzo di pagamento[77]. La libera emissione di una moneta deriva dal diritto di proprietà, secondo il quale ciascuno può disporre dei beni dei quali è legittimo proprietario..

Del resto, nessuna norma del diritto internazionale impedisce a soggetti pubblici diversi dagli stati od a soggetti privati diversi dalle banche centrali di emettere monete diverse da quelle nazionali o internazionali.

Naturalmente, tali monete non avranno corso legale ma questo è solo un vantaggio, poiché proprio il corso legale delle monete è la causa principale dell’attuale situazione monetaria.

Chiunque è libero di offrire, chiedere ed accettare in pagamento la moneta che vuole, salvo l’obbligo di accettare la moneta a corso legale[78].

Circa la quantità di moneta da emettere, esponenti e studiosi di economia e di finanza considerano che il valore monetario medio che può incidere sul sistema attuale equivale a circa 2.500 Euro per soggetto[79].

Questo valore non è significativo per chi ha abbastanza denaro ma consente all’insieme di tutti gli altri, cioè alla grande maggioranza delle persone, di invertire il processo di concentrazione monetaria, poiché dà la possibilità a chi è senza denaro di soddisfare i bisogni più urgenti e di lavorare e produrre, dando così origine ad un nuovo processo di ridistribuzione della ricchezza.

La nuova moneta doveva essere – a parte la forma – diversa dalle altre ed avere o rappresentare un valore giuridicamente riconosciuto[80]. Non essendo possibile emettere, nella quantità necessaria, una nuova moneta merce con proprio valore intrinseco e nemmeno garantirla con metallo prezioso, la sola possibilità era quella di garantire questa moneta con capitali di imprese[81].

In tal modo, mentre tutte le altre monete non hanno alcun valore reale di emissione ma lo prendono solo quando sono accettate in pagamento, la nuova moneta è emessa con un valore reale originario[82], che si ottiene dividendo il valore del capitale di impresa dal quale la moneta è garantita per la quantità di unità monetarie emesse. È come dividere la proprietà di un terreno di un certo valore in tanti titoli di proprietà quanti sono i metri quadrati del terreno, ciascuno dei quali rappresenta un’identica frazione del valore del terreno.

Così emessa e garantita, la natura giuridica[83] della nuova moneta è ben diversa da tutte le altre. Non è una moneta fiduciaria perché il suo valore non è fondato sul debito dell’emittente. Non è una moneta a corso legale perché il suo valore non è attribuito per legge. Poiché questa nuova moneta è garantita fin dalla sua emissione dal valore reale di titoli rappresentativi di quote di capitale, la sua natura giuridica e quindi la definizione giuridicamente più appropriata è quella di moneta a valore reale garantito.

Una moneta con i requisiti sopra descritti non si svaluta mai: mantenendo invariata la quantità di moneta in circolazione, ad un aumento della quantità di beni offerti sul mercato corrisponde una riduzione dei prezzi e quindi una rivalutazione della moneta. Questo principio elementare, comune a tutti i fattori di mercato, capovolge l’opinione corrente, artatamente diffusa, secondo la quale aumentando la quantità di beni sul mercato è necessario mettere in circolazione più moneta per poterli acquistare. Non potendo subire svalutazione, questa nuova moneta può essere prestata a soggetti solvibili senza interesse[84]. Il valore della nuova moneta aumenta indipendentemente dai soggetti che la custodiscono.

Per ottenere questo tipo di moneta, è necessario che detentori di capitali di impresa[85] siano disposti a mettere a disposizione quote di capitale a garanzia della sua emissione.

Per quali motivi dovrebbero farlo? Per tre obiettivi fondamentali. Primo, per riportare la moneta alla sua funzione originaria di mezzo di scambio di beni e servizi[86]. Secondo, per liberare l’economia reale dall’egemonia della moneta e della finanza[87]. Terzo, per evitare un prevedibile collasso finanziario dovuto all’eccessiva espansione della moneta di debito e la sua ricaduta catastrofica sulla produzione e sul mercato[88]. Inoltre, con questa moneta si possono ottenere altri due risultati: la sostituzione di monete che, pur non avendo valore[89], sono prestate dietro interesse, dal quale deriva l’aumento dell’indebitamento pubblico e privato; maggiore libertà del sistema politico[90], soprattutto in relazione alla politica economica ed alle scelte internazionali.

Quest’ultimo aspetto è di assoluta importanza. L’introduzione di una moneta a valore garantito impone una politica internazionale di pace, intesa non come il risultato della guerra ma, piuttosto, come presupposto essenziale da cui trae origine un nuovo processo attraverso il quale le risorse sono impiegate per produrre invece che per distruggere[91].

A questo punto si può tornare all’enunciazione iniziale secondo la quale il lavoro è la misura fondamentale del valore dei beni e dei servizi.

Per estensione, si può affermare che il lavoro dovrebbe anche essere la misura fondamentale del valore della moneta con la quale si possono pagare beni e servizi.

Dopo aver determinato nell’importo equivalente a 2.500 Euro il valore monetario medio da assegnare a ciascun soggetto del sistema economico, era necessario stabilire quante unità della nuova moneta dovessero essere garantite dal valore equivalente a 2.500 Euro.

L’unità monetaria garantita da 2.500 Euro avrebbe potuto essere da una in su. Naturalmente si doveva tener conto della divisibilità e, in generale, della praticità di utilizzo della moneta. Ma, non solo. Si doveva anche lanciare un messaggio di carattere socio-economico[92].

Dall’analisi del costo effettivo di produzione dei beni e dei servizi, è risultato che il costo medio mondiale del lavoro si aggira intorno ad un valore equivalente a 25 Euro l’ora.

Per questo motivo si è stabilito di garantire con il valore equivalente a 2.500 Euro 100 unità della nuova moneta, in modo che l’unità monetaria corrispondesse ad un’ora di lavoro medio normale[93] nel mondo.

Per effetto di questa scelta, il valore dell’unità monetaria risulta garantito da capitali del valore nominale equivalente a 25 Euro[94].

Era, infine, necessario dare un nome alla nuova unità monetaria[95]. Fu chiamata Dhana. Il 14 giugno 2001 sono stati emessi i primi sei miliardi di Dhana, garantiti da un capitale[96] del valore nominale di 150 miliardi di Euro, pari a 25 Euro per 1 Dhana. Successivamente sono stati emessi altri 144 miliardi di Dhana da assegnare, più 7,5 miliardi di Dhana da destinare unicamente ad iniziative umanitarie. In totale, fino ad oggi sono stati emessi 157,5 miliardi di Dhana, garantiti da azioni e quote di capitali di imprese per un valore nominale equivalente a 3.937,5 miliardi di Euro.

Dhana è emessa in metallo[97], in biglietti[98] ed in moneta elettromagnetica[99] e telematica[100].

Una Dhana si divide in mille Kana-Dhana[101] ed è emessa in biglietti nei tagli da 1, 5, 10, 50 e 100 Dhana e da 1, 5, 10, 25, 50, 100, 250 e 500 Kana-Dhana.

È stata emessa anche una moneta metallica da una Dhana ed è prevista una serie di biglietti Dhana del valore intrinseco di 25 Euro per Dhana. In ogni biglietto sarà inserita una lamina in lega di metalli preziosi (argento, iridio, oro, osmio, palladio, platino, rodio, rutenio) di tipo e peso diverso secondo i tagli dei biglietti Dhana (1, 5, 10, 50, 100 Dhana ed 1, 5, 10, 25, 50, 100, 250, 500 Kana-Dhana). Dhana in biglietti con valore intrinseco non sarà garantita da capitali di imprese ma dal valore del metallo prezioso che contiene: per esempio, nel biglietto da 1 Dhana sarà incorporata una lamina di un grammo di platino, il cui valore è, appunto, di circa 25 Euro al grammo. Dhana a valore intrinseco è convertibile con Dhana garantita da capitali di imprese e viceversa. Era previsto che i biglietti Dhana a valore intrinseco entrassero in circolazione il 25 aprile 2004 ma, per ragioni produttive e finanziarie, la data è stata prorogata[102].

Il Regolamento di Dhana[103] prevede che ad ogni abitante della Terra con almeno sedici anni di età siano assegnate 100 Dhana, dietro il solo rimborso del costo di emissione, diverso per ogni Paese, in relazione alla ricchezza media pro capite.

Lo stesso regolamento prevede che per ogni 100 Dhana da assegnare si possano emettere 5 Dhana da destinare a scopi umanitari: è l’unica eccezione rispetto alla regola di non emettere più di 100 Dhana per ogni abitante del pianeta che adotta Dhana come moneta.

Al fine di accelerare la diffusione, per ogni 100 Dhana assegnate è stato poi deciso di richiedere, in alternativa al rimborso del costo di emissione, l’impegno di prestare 100 ore di lavoro: una Dhana per ogni ora di lavoro[104]. Per casi particolari, l’assegnazione delle 100 Dhana non richiede né rimborso del costo di emissione, né impegno a prestare lavoro.

Chi poteva emettere Dhana? Essendo una moneta mondiale, Dhana doveva essere emessa da un ente incaricato dalla Repubblica della Terra. Con il Regolamento di Dhana, emanato dalla Repubblica della Terra, è stata così istituita Dhura, l’ente di emissione e gestione della moneta e di controllo del suo sistema monetario.

Dhana non ha bisogno di banche[105], la cui funzione tipica è ricevere in deposito denaro e concederlo a prestito guadagnando sulla differenza fra interessi attivi e passivi. Sarà l’organizzazione di Dhura gestirà i flussi di risparmio e di investimento di Dhana, garantendo il rimborso del capitale ai depositanti e prestando moneta senza interessi.

Accertata la legittimità e definite le caratteristiche di Dhana, si tratta ora di stabilire questa moneta possa ottenere la fiducia affinché sia accettata in pagamento.

Anche se il valore effettivo di Dhana non deriva dalla sua accettazione[106], il suo valore di mercato, cioè il suo prezzo, dipende, come per qualsiasi altra moneta, dal suo gradimento da parte del pubblico. Il gradimento[107] di una moneta dipende dalla quantità offerta e dalla velocità di circolazione[108]. Si può considerare di avere circolazione di Dhana quando un valore effettivo di 100 Dhana risulta essere in possesso del tre per cento della popolazione di un gruppo di persone che hanno reciproci rapporti economici. Raggiunta questa situazione di quantità disponibile e di velocità di circolazione, il prezzo di Dhana è pari al suo valore effettivo. Una volta raggiunto questo prezzo, il potere di acquisto di Dhana sarà proporzionale al rapporto fra quantità di Dhana disponibile e valore di beni da scambiare.

A questo punto, serve la volontà di conoscere e la fiducia di scegliere. Gli abitanti di ogni Paese possono ora decidere se continuare ad accettare in pagamento monete fiduciarie a corso legale e prive di valore, o scegliere questa moneta a valore reale garantito. Si può scegliere fra monete che rappresentano debiti e la moneta che rappresenta capitali di imprese.

Si può continuare a lamentarsi e protestare inutilmente[109] contro un sistema socialmente, politicamente ed economicamente ingiusto, che penalizza i più onesti ed i meno fortunati oppure partecipare ad un progetto di rinnovamento della struttura del sistema, utilizzando la Repubblica della Terra e la sua moneta quali mezzi per costruire insieme un futuro migliore di quello che si può ragionevolmente prevedere[110]. Si può scegliere se continuare a manifestare per la pace nel mondo o partecipare ad una scelta e ad una proposta che, se condivisa dalla maggioranza degli esseri umani, pone la pace come presupposto essenziale per il benessere di tutti.

Tuttavia, ci sono momenti in cui fingere di non vedere che le cose vanno male e che possono andare peggio, significa farle andare peggio; e ci sono momenti in cui credere che le cose possano continuare ad andare male senza andare peggio è pazzia più grande che impegnarsi per farle cambiare.

Giugno 28, 2004.

                                                                    Rodolfo Marusi Guareschi

                                                                   

 

 


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[1] La persona è l’essere umano.

[2] Il singolo è l’individuo considerato in sé, separatamente dagli altri.

[3] La parte è l’unità in cui si divide o si può dividere il tutto.

[4] La specie umana è formata da individui a stazione eretta, con differenziazione funzionale delle mani e dei piedi, pollice della mano opponibile, grande sviluppo del sistema nervoso, dotato di forte intelligenza e capace di linguaggio articolato.

[5] Il tutto indica la totalità.

[6] Insieme significa reciproca unione ed indica coesione di più persone o elementi. Un insieme è un raggruppamento di parti oggetti, detti elementi dell'insieme.

[7] Unitario è ciò che costituisce un'unità, che si riferisce ad essa o che ha nell’unità il suo scopo. Tutte le parti di un insieme hanno caratteri comuni

[8] Un sistema è un insieme di elementi coordinati fra loro in modo da formare un complesso organico soggetto a determinate regole.

[9] In un sistema complesso, il comportamento di ogni singola parte influenza tutte le altre parti e l’insieme di tutte le parti incide sul comportamento di ogni singola parte.

[10] La struttura è composizione, ordine e modo di essere di un organismo.

[11] La struttura del sistema umano si può raffigurare come una piramide a scale in cui ogni scalino rappresenta un livello. Per salire verso l’alto, chi si trova su un livello inferiore deve compiere un sforzo maggiore di chi si trova su un livello superiore.

[12] La duplice valenza si definisce anche valenza diadica.

[13] La categoria è un complesso di cose o persone raggruppate secondo un certo ordine dello stesso genere. Il genere è un insieme di persone o cose aventi caratteristiche fondamentali comuni.

[14] I dominanti sono quelli che prevalgono sugli altri.

[15] I dominati sono quelli che subiscono o sono sottoposti ad altri.

[16] Ingiusto è ciò che è iniquo.

[17] È più forte chi dimostra di avere più vigore e resistenza.

[18] In teoria, fra due persone che si trovano sullo stesso livello, è più forte quella che ha maggiore capacità individuale, mentre fra due persone con la stessa capacità individuale, è più forte quella che si trova sul livello superiore.

[19] La democrazia dà più forza ai dominati, mentre il dispotismo dà la massima forza a chi domina.

[20] La selezione è la scelta degli elementi migliori o più adatti a un determinato fine. La selezione naturale è un processo attraverso il quale, nella lotta biologica per l'esistenza, gli individui meno dotati sono eliminati.

[21] Le particelle elementari sono gli elementi più piccoli dell’universo e sono prodotte da onde. Tutto ciò che esiste è formato da onde di energia nello spazio e nel tempo.

[22] Ora, per effetto del livello di evoluzione raggiunto dalla specie umana nel suo complesso, è possibile far stare meglio chi sta peggio senza far stare peggio chi sta meglio.

[23] La fusione è la concentrazione di più parti in un solo organismo, attraverso la formazione di un nucleo derivante dall’unione di più nuclei di valenza inferiore.

[24] Indiscriminazione significa assunzione indiscriminata di tutte le persone che si trovano sullo stesso livello.

[25] La volontà è la prima condizione per realizzare obiettivi possibili anche se improbabili nel momento in cui sono proposti, poiché la volontà aumenta la probabilità di fare ciò che all’inizio appare solo possibile.

[26] È il concetto di «costruzione della realtà» analizzato all’Università di Palo Alto, California.

[27] Escludere dai rapporti significa esattamente «Segui il tuo corso e lascia dir le genti» (Dante).

[28] La regola fondamentale di un sistema è la sua base. Per esempio, la base del sistema sociale è la famiglia, la base del sistema economico è la proprietà, la base del sistema politico è l’autorità.

[29] Come la struttura gerarchica può essere raffigurata come una piramide a scale, così la nuova struttura può essere raffigurata come un cono elicoidale, il cui percorso continuo configura per chi si trova in un punto più alto solo maggiore responsabilità.

[30] Per esempio l’uso della forza, impiegato per fare le guerre.

[31] La funzione principale degli stati doveva essere l’organizzazione delle società umane per migliorare i loro comportamenti e rapporti e garantire lo sviluppo generale.

[32] Un’entità universale e non locale.

[33] «La costituzione fondata: sui principi della libertà dei membri di una società (in quanto uomini); sui principi della dipendenza di tutti da un’unica legislazione (in quanto sudditi); sulla legge dell’uguaglianza di tutti (in quanto cittadini), è la costituzione repubblicana, unica costituzione che derivi dall'idea del contratto originario su cui ogni legislazione giuridicamente valida di un popolo deve fondarsi. Questa costituzione è quindi in se stessa, per ciò che riguarda il diritto, quella che sta originariamente a fondamento di tutte le specie di costituzioni civili, e v'è solo da domandarsi se essa sia anche l'unica che può condurre alla pace perpetua. La costituzione repubblicana ora, oltre alla schiettezza della sua origine che le deriva dall'essere scaturita dalla pura fonte del diritto, presenta anche la prospettiva del fine desiderato, ossia della pace perpetua. La ragione ne è la seguente: se (come in questa costituzione non può essere altrimenti) è richiesto l'assenso dei cittadini per decidere se la guerra debba o non debba venir fatta, nulla è più naturale del fatto che, dovendo decidere di far ricadere su se stessi tutte le calamità della guerra (cioè combattere personalmente, pagarne del proprio le spese, riparare a forza di stenti le rovine che la guerra lascia dietro di sé e da ultimo, per colmo dei mali, assumersi ancora un carico di debiti che renderà dura la pace stessa e a causa di successive sempre nuove guerre non potrà mai estinguersi), essi rifletteranno a lungo prima di iniziare un così cattivo gioco: mentre in una costituzione in cui il suddito non é cittadino e che pertanto non è repubblicana, la guerra è la cosa più facile del mondo perché il sovrano non è membro dello stato, ma ne è il proprietario, nulla ha da rimettere a causa della guerra dei suoi banchetti, delle sue cacce, delle sue case di diporto, delle sue feste di corte ecc., può quindi decidere la guerra alla stregua di una specie di partita di piacere, per cause insignificanti, e per salvare le apparenze tranquillamente lasciare al corpo diplomatico, pronto a ciò in ogni tempo, il compito di giustificarla.» (Da «Per la pace perpetua» di Immanuel Kant, 1795).

[34] La prima repubblica della storia è nata a Roma nel 509 avanti Cristo, dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo: prevedeva due consoli in carica per un anno ed un dittatore in carica per sei mesi in caso di pericolo grave per la città.

[35] L’idea positiva della repubblica universale è di Immanuel Kant, da «Per la pace perpetua» del 1795.

[36] Il concetto di popolo deriva da quello di stato: si è definito popolo l’insieme degli abitanti di uno stato.

[37] Gruppo inteso come insieme di persone di un territorio, di una cultura, di una religione.

[38] La Costituzione della Repubblica della Terra prevede un’Assemblea Internazionale formata da un membro per ogni dieci milioni di abitanti, eletto direttamente dagli abitanti del pianeta, ed un governo nominato dall’Assemblea stessa.

[39] Sulla Terra vivono circa 6,3 miliardi di persone, quasi 5 miliardi delle quali hanno almeno i sedici anni di età.

[40] Il lavoro è l’insieme di tutte le attività umane necessarie per trasformare risorse naturali in beni o servizi, utilizzabili per soddisfare bisogni e desideri individuali e collettivi, e per metterli a disposizione degli utilizzatori. È uno dei tre fattori principali della produzione, insieme a risorse naturali e capitale. Il capitale rappresenta il lavoro progressivamente impiegato nel corso dei cicli produttivi che precedono la messa a disposizione di un bene o servizio.

[41] Il valore può essere il prezzo o il costo di una cosa. Il valore d'uso è utilità che un dato bene ha per chi lo possiede. Il valore di scambio è la quantità di beni o servizi che si dà in cambio di un altro bene o servizio. Il valore nominale è quello indicato su un titolo.

[42] I beni sono le cose che servono per soddisfare bisogni e desideri dell’uomo.

[43] I servizi sono le prestazioni di attività e gli effetti economicamente utili di beni materiali o di attività umane.

[44] La desiderabilità di una cosa è una funzione della sua potenziale utilità. La scarsità di una cosa deriva dalla sua rarità. Una cosa desiderabile e scarsa ha valore di scambio perché può essere scambiata con un prodotto teoricamente di uguale valore. In genere, si distingue il valore di mercato dal valore normale o naturale. Il valore di mercato rappresenta il potere d'acquisto di un prodotto nel mercato in un determinato momento; il valore normale è quello che prevarrebbe se le forze di mercato agissero senza attriti. Il valore di mercato è il prezzo con cui una merce si scambia, mentre il valore naturale è il suo prezzo equo. Semplificando, nella teoria del valore-lavoro, il valore di un prodotto è costituito, o creato o determinato da tutto il lavoro impiegato per produrlo.

[45] La moneta è un bene economico intermediario negli scambi, vale a dire qualsiasi mezzo di scambio che sia generalmente accettato in pagamento di beni e servizi e per estinguere debiti.

[46] I mezzi di pagamento sono l'insieme dei mezzi utilizzabili per effettuare transazioni monetarie e comprendono la moneta metallica e cartacea a corso legale e la cosiddetta moneta scritturale o creditizia.

[47] L’unità di misura del valore è la grandezza unitaria rispetto alla quale sono misurate le grandezze economiche. La misura del valore è la quantità di unità di moneta richieste per acquistare un prodotto.

[48] La riserva di valore è l’accantonamento di qualcosa per servirsene a tempo opportuno.

[49] La moneta metallica è nata con il valore intrinseco del metallo di cui era fatta.

[50] La moneta in biglietti è la banconota, che deriva dalla nota o certificato di deposito.

[51] La moneta scritturale emessa dal sistema bancario è denaro non disponibile sotto forma di banconote o monete ma di una scrittura a credito su un conto bancario o postale. Può essere convertita in qualunque momento in denaro contante.

[52] È esistita anche la moneta creditizia, costituita dall’impegno dell’emittente di pagare il valore equivalente in metallo monetario standard.

[53] La moneta merce aveva il valore del materiale di cui era fatta: oro, argento, rame. Nell’antichità si usavano come moneta diversi oggetti fatti con questi metalli, o di ferro o di bronzo, mentre tra i primitivi si utilizzavano come mezzi di scambio oggetti quali conchiglie, perline, zanne di elefante, pellicce, pelli e bestiame.

[54] La moneta a corso legale è priva di qualsiasi valore intrinseco ed il suo valore è stabilito per legge.

[55] La moneta fiduciaria rappresenta un debito dell’emittente e non è convertibile in alcun’altra moneta.

[56] Il sistema bancario riceve in deposito monete e banconote prive di valore, che presta a soggetti pubblici e privati i quali depositano i prestiti presso lo stesso sistema bancario, moltiplicando così la massa monetaria originaria. Essendo prive di valore reale le monete e banconote depositate, sono prive di valore reale anche tutte le successive transazioni monetarie (depositi e prestiti).

[57] Gli stati possono rimborsare i loro debiti soltanto contraendo altri debiti pari alla somma del capitale da rimborsare più gli interessi. In pratica, i debiti pubblici sono rimborsati mediante nuovi debiti pubblici.

[58] La moneta di debito è quella che viene emessa per essere accreditata a titolo di prestito. Chi concede il prestito iscrive un credito nei confronti di chi lo riceve, il quale avrà un debito nei confronti di chi lo concede.

[59] Negli ultimi dieci anni, l’incremento del debito pubblico di tutti gli stati del mondo è aumentato il doppio dell’aumento della ricchezza mondiale prodotta.

[60] I creditori degli stati, delle imprese e dei privati sono le banche: per questo si dice che le banche hanno l’egemonia sulla politica (stati) e sul sistema economico (imprese e privati).

[61] Un soggetto emette un biglietto (banconota) privo di valore. Quel biglietto non vale nulla finché resta nel magazzino dell’emittente. Quando entra in circolazione, quel biglietto prende valore per legge. Con quel biglietto l’emittente può acquistare beni, servizi o titoli che hanno un valore. In tal modo, quel biglietto che non vale nulla prende valore per effetto di una norma di legge.

[62] La massa monetaria circolante (M3) è costituita da monete, banconote, depositi a vista, depositi a risparmio, depositi a termine ed equivalenti monetari (titoli, certificati, etc.).

[63] La ricchezza prodotta sul pianeta nel 2003 è stata di circa 35.000 miliardi di Dollari, pari a circa 49.000 miliardi di Dollari PPA (Parità del Potere di Acquisto).

[64] Il rapporto fra valore totale dei redditi finanziari derivanti dalle transazioni monetarie speculative ed il valore dei redditi derivanti dall’economia reale (costituita dalle imprese che producono e commercializzano beni e servizi) aumenta di continuo. Ciò significa che l’economia reale paga all’economia finanziaria un prezzo, derivante da oneri finanziari (interessi passivi) su prestiti in moneta priva di valore reale.

[65] Nessun governante può permettersi di non tenere conto dei creditori che hanno concesso prestiti allo stato.

[66] Le scelte imprenditoriali sono condizionate da chi presta capitali alle imprese.

[67] Cultura ed informazione dipendono da enti pubblici ed imprese che a loro volta dipendono dal credito.

[68] Le guerre sono fra le cause fondamentali dell’indebitamento degli stati. Nel 1684, la Banca d’Inghilterra è nata proprio per finanziare la guerra dell’Inghilterra contro la Francia.

[69] Il 27 luglio 1694, il banchiere William Paterson ha concesso un prestito di 1.200.000 sterline all’interesse dell’8% alla monarchia inglese, che gli ha rilasciato titoli di credito, utilizzati da Paterson per costituire il capitale iniziale della Banca d’Inghilterra, alla quale la stessa monarchia inglese ha concesso la facoltà di emettere altra moneta per l’intero importo del capitale. In tal modo, con l’oro che i legittimi proprietari gli avevano affidato in custodia (dietro rilascio di certificati di deposito), Paterson ha garantito l’emissione della moneta concessa in prestito alla monarchia inglese e con i titoli di credito rilasciati dalla monarchia inglese ha emesso altrettanta moneta. Così, Paterson ha triplicato il valore di quell’oro: ha rilasciando certificati di deposito ai proprietari, poi ha emesso la moneta data in prestito alla monarchia inglese ed altrettanta moneta con la quale acquistare beni e concedere altri prestiti.

[70] Senza la fiducia dei cittadini qualsiasi moneta a corso legale, anzi qualsiasi moneta non può essere scambiata con altri beni e quindi resterebbe priva di valore.

[71] Per esempio, non tutti sanno che le banche centrali, pur essendo definiti come banche di stato sono in realtà imprese private il cui capitale appartiene per la maggioranza ad altre banche.

[72] È il cosiddetto moltiplicatore monetario del sistema bancario: ogni banca trasforma i depositi in prestiti che a loro volta si trasformano in altri depositi e questi in altri prestiti, con il risultato che la massa monetaria in circolazione ha un valore enormemente superiore al valore nominale della moneta emessa dalla banca centrale.

[73] Basta vedere la mole di documenti, regole, dati prodotti ogni giorno dalle banche centrali.

[74] L’uno per cento della popolazione mondiale detiene oltre la metà della ricchezza mondiale.

[75] È noto che quasi un miliardo di persone dispone di meno di un dollaro al giorno; oltre 700 milioni di persone soffrono le fame; 1,5 miliardi è analfabeta, etc.

[76] Fino ad ora si è sempre pensato che la ridistribuzione della moneta potesse essere effetto della ridistribuzione della ricchezza ma, in realtà, poiché è la concentrazione della moneta che provoca la concentrazione della ricchezza e non viceversa, bisogna incidere sulla causa e non sull’effetto.

[77] I mezzi di pagamento sono tutti i mezzi utilizzabili per effettuare transazioni monetarie e quindi comprendono la moneta metallica e cartacea a corso legale, la moneta scritturale o creditizia, come i titoli di credito, ossia i documenti (assegno, cambiale, titoli obbligazionari) che attribuiscono a chi li possiede legittimamente il diritto di richiedere al debitore la prestazione o il pagamento in essi indicato. Secondo il principio per il quale «il possesso vale titolo», il diritto di ricevere la prestazione o il pagamento è incorporato nel documento, cioè è strettamente legato al possesso legittimo ed effettivo del titolo ed è indipendente dal motivo per il quale il titolo è stato emesso.

[78] Salvo che non sia precisato fra le parti un pagamento in moneta diversa da quella legale.

[79] È il valore medio della moneta messa in circolazione dalla Banca Centrale Europea.

[80] È giuridicamente riconosciuto il valore accertato e ratificato secondo le leggi vigenti da soggetti pubblici e privati,

[81] Garantire la moneta con capitali di imprese significa porre a garanzia della moneta (ad esempio a titoli di pegno) il capitale sociale che rappresenta una parte del patrimonio netto delle imprese. Per questo, la moneta garantita da capitali di imprese si può anche definire come moneta della produzione, in alternativa all’attuale moneta della finanza.

[82] Poiché la garanzia è prestata prima della emissione e per la emissione.

[83] La natura giuridica di una cosa è la sua particolarità e la sua composizione.

[84] Il prestito senza interesse è un principio affermato da tutte le principali religioni.

[85] Azionisti di società e soprattutto detentori di fondi di investimento che gestiscono azioni e quote di imprese.

[86] È un problema che si pone anche chi opera nella finanza.

[87] Chi opera nell’economia reale, cioè nella produzione, nel commercio e nei servizi, sa bene quali sono i guasti provocati dal sistema monetario attuale.

[88] Infatti, per evitare un collasso, sono state fatte e si stanno facendo guerre. Per esempio, la guerra in Iraq ha avuto lo scopo di impedire che il prezzo del petrolio non fosse più denominato in dollari, come stava decidendo l’OPEC e come aveva fatto l’Iraq.

[89] La sostituzione delle altre monete dovrà essere graduale e procedere parallelamente alla modifica del sistema politico.

[90] Si è ipotizzato addirittura che una parte delle Dhana assegnate siano destinate a ridurre il debito pubblico degli stati.

[91] La guerra provoca un aumento apparente della ricchezza. In realtà, la guerra è la causa principale degli indebitamenti pubblici.

[92] Il messaggio, appunto, che come il valore dei beni è misurabile dal lavoro impiegato, così la moneta deve essere considerata la misura del valore del lavoro.

[93] Per valore medio normale del lavoro nel mondo si intende il valore che si ottiene dividendo la ricchezza prodotta ogni anno sul pianeta per il numero di lavoratori, per i giorni lavorativi in un anno, per le ore lavorate in un giorno. Naturalmente si tratta di un valore statistico, da adeguare caso per caso.

[94] In questo modo, si è riusciti a far coincidere il valore garantito di Dhana con il valore di un’ora di lavoro medio.

[95]Forse non tutti sanno che i vocaboli «denaro» e «moneta» sembrano sinonimi, e in diverse lingue sono indicati con una sola parola ma, in effetti, «denaro» indica l’unità di misura del valore, mentre con «moneta» si indica l’oggetto fisico che rappresenta tale misura.L’unità di misura del valore, vale a dire l’unità monetaria, doveva quindi essere indicata con la parola «denaro», la cui etimologia più antica è «Dhana» in sanscrito. In swaili, «dhana» significa pensiero.

[96] Un pegno su azioni.

[97] Dhana in metallo è in una lega metallica ricoperta d’oro.

[98] I biglietti Dhana sono in materiale sintetico con applicazioni antifalsificazioni.

[99] Dhana in moneta elettromagnetica si gestisce con un portafogli elettronico che consente di trasferire valore senza moneta fisica.

[100] Dhana in moneta telematica è gestita via Internet con il Sistema Akadhana.

[101] Kana significa particella in Sanscrito. Kana-Dhana è una particella (un millesimo) di Dhana.

[102] Dhana emessa per le iniziative umanitarie è stata emessa nel biglietto da 1000 Dhana.

[103] Il Regolamento di Dhana è stato emanato direttamente dal Comitato dei Rappresentanti della Repubblica della Terra.

[104] L’assegnazione dietro impegno di prestare lavoro avviene nella misura di una Dhana per un’ora di lavoro in ogni parte del mondo.

[105] Anche se avrà bisogno del personale delle banche, che si sentirà parte integrante di un nuovo processo economico e finanziario.

[106] Poiché Dhana è interamente garantita da valori reali e non mera fattispecie giuridica.

[107] Esiste un preciso rapporto fra valore di mercato di una moneta, quantità di moneta in circolazione e velocità di circolazione, cioè numero di scambi.

[108] Per calcolare il rapporto ideale fra prezzo, quantità e numero di scambi di un bene bisogna considerare la quantità di quel bene da zero all’infinito. Se un bene non esiste, non esiste alcuna quantità e quindi non può esistere alcuna circolazione. Il bene che esiste in quantità troppo bassa è raro ma non può essere desiderabile, perché non è utile.

[109] Le sole proteste non hanno impedito le guerre, non hanno procurato cibo a chi ha fame e non hanno modificato le scelte degli stati.

[110] Alcuni dati sulla situazione attuale:

- ricchezza mondiale annuale: 4,05% agricoltura, 30,31% industria, 65,63% servizi;

- percentuale di spese sulla ricchezza annuale:1,96% ricerche, 11,39% salute, 4,82% istruzione, 2,37% armi, 3,05% petrolio;

- acqua: 5 litri di acqua potabile al giorno per abitante;

- cibo: il 12,7% della popolazione mondiale soffre la fame;

- cultura: il 23% della popolazione mondiale è analfabeta;

- lavoro: il 9.7% della forza lavoro è disoccupata.