Idea
della Repubblica della Terra
Mentre una parte dell'umanità riesce oggi a soddisfare tutti i propri bisogni e quasi tutti i desideri, la parte più consistente
ha ancora il problema della sopravvivenza.
Cause geografiche, politiche e genetiche
impediscono alla maggior parte di noi di poter lottare per la propria felicità.
La limitata disponibilità delle risorse ed una errata destinazione della ricchezza provocano ogni giorno povertà,
malattie, indigenza, guerra ed una morte ingiusta.
Egoismo, ignoranza e cattiveria provocano
falsità, ingiustizie e brutture di ogni genere, mentre la situazione ambientale si fa sempre più critica
anche se spesso, presi dalle esigenze quotidiane e dalle abitudini, non percepiamo
o non riconosciamo i rischi ai quali tutti ci esponiamo.
Tutto sembra ormai irrimediabile.
Ci stiamo arrendendo alla debolezza, alla delusione e, spesso, alla disperazione e all'impotenza.
Si vive senza pensare a determinare il futuro al quale abbiamo il diritto ed il dovere di far partecipare noi stessi, gli altri ed i nostri figli.
Nonostante gli sforzi compiuti, siamo nel completo disequilibrio.
Eppure questa situazione può essere migliorata.
All'inizio del terzo millennio, con la
cultura, la scienza e la tecnica che possiamo utilizzare, è possibile immaginare
un generale e complessivo miglioramento dei rapporti, dei comportamenti e
della vita di tutti, orientandoli al bene comune.
Prima che la situazione diventi del tutto
irreversibile, è necessario e possibile compiere scelte nuove e coraggiose, per promuovere un processo mediante il quale realizzare una reale evoluzione del livello di sviluppo dell'essere umano, proponendoci come base, cioè come
regola fondamentale e, in fondo, come principio organizzativo, l'equilibrio.
Come abitante del mondo e come essere
pensante e cosciente, sento il dovere di presentare ai popoli ed ai loro
governi, ai singoli individui, alle famiglie e alle nazioni, una proposta
per coniugare le diversità individuali e di gruppo con il nostro scopo comune.
Credo che sia anche per questo che esiste qualcosa piuttosto che nulla.
Da questa considerazione del nostro ruolo,
della nostra capacità e della nostra maggiore responsabilità, nasce la forza
di cambiare e l'idea della Repubblica della Terra.
Origine
della Repubblica della Terra
La Repubblica della Terra trae origine dalle strutture politiche esistenti (art. 1, secondo comma della Costituzione).
Le strutture politiche sono oggi costituite in larga misura da stati organizzati a livello nazionale ed internazionale e decentrati in articolazioni locali.
Gli stati sono gli enti che governano i popoli.
Alla base di ogni stato c'è un popolo costituito dagli abitanti che vivono nel territorio sul quale lo stato esercita la propria sovranità.
Fino ad ora, il governo mondiale è stato
immaginato come un governo costituito da tutti gli stati, un superstato.
Un superstato è un impero egemonizzato dallo stato che ha più potere.
Un nuovo sistema di governo che si proponga di superare i limiti territoriali
e gli interessi nazionali deve essere voluto e condiviso direttamente e
fin dall'inizio da tutti gli abitanti del pianeta che lo vogliono.
Quindi deve nascere dal basso, dalla gente.
Solo in questo modo si forma un nuovo governo del popolo della Terra e non un superstato.
Dalla volontà degli abitanti del pianeta
trae origine la Repubblica della Terra.
Causa
della Repubblica della Terra
La Repubblica della Terra trova la sua
causa nella necessità di affrontare i problemi materiali (art. 1, secondo comma della Costituzione).
La causa della Repubblica della Terra è quindi una necessità, un problema materiale, senza la cui soluzione non si può affermare
alcun diritto.
Chi non può risolvere bisogni vitali non conosce la libertà.
Ogni dichiarazione sui diritti e sulla
libertà dal bisogno resta pura enunciazione se non si attivano le strutture
necessarie a risolvere i problemi materiali.
Perché la Repubblica della Terra?
Sulla Terra vivono oltre sei miliardi
di esseri umani, organizzati in quasi duecento stati. Un quinto degli abitanti
della Terra vive nei paesi economicamente più sviluppati e consuma i quattro
quinti di tutti i beni prodotti sul pianeta.
Ogni persona della parte povera consuma
un sedicesimo di quanto ha a disposizione ogni persona più ricca. Negli ultimi cento anni la situazione è peggiorata
ed i poveri sono aumentati.
Perché è andata così? Nonostante le immense risorse naturali disponibili, la grande capacità di produrre e l'enorme progresso tecnologico, perché i
poveri sono quintuplicati e quattro su cinque di noi vivono male?
Disparità, ignoranza, divisione, egoismo,
inerzia, invidia, sfiducia e paura sono le cause principali di questa situazione.
La disparità delle risorse limita lo sviluppo
della produzione.
L'ignoranza impedisce di percepire la
realtà e di trasformarla.
La divisione provoca conflitti fra le diverse nazioni e culture.
L'egoismo rompe l'unione fra individui della stessa specie e dell'intero genere umano.
L'inerzia riduce la possibilità di trasformare
in azioni concrete anche le idee migliori.
L'invidia deprime la capacità di intraprendere
ed induce alla sottrazione della ricchezza prodotta dagli altri.
La sfiducia provoca apatia e rende schiavi delle abitudini.
La paura indebolisce e fa temere il futuro.
Gli stati della Terra non sono stati capaci
di evitare questa situazione. Sono sorti circa diecimila anni fa, con l'avvento
dell'agricoltura, per organizzare la società e per difendere il territorio
e la sicurezza dei popoli.
I regni, gli imperi, le colonie, le repubbliche, le dittature e le democrazie, tutti hanno fallito la loro funzione fondamentale di assicurare un livello di sviluppo equilibrato e complessivo fra tutti gli abitanti del pianeta.
Perché hanno mancato?
Nonostante le lotte di liberazione condotte
da tutti i popoli, le dichiarazioni dei diritti inviolabili della persona
umana e dell'uguaglianza fra uomini e donne, i principi morali, spirituali
e religiosi di fraternità fra tutte le genti, perché gli stati non hanno
saputo assicurare condizioni di vita e di sviluppo accettabili per tutti
gli esseri umani?
Gli interessi dei più forti, la smania
di potere e di ricchezza, la prepotenza, la corruzione e la mancata partecipazione
consapevole dei singoli alla soluzione dei problemi generali sono le cause
fondamentali di questo fallimento.
I più forti pensano a se stessi e fanno
di tutto per conservare ed aumentare quello che hanno.
I governanti hanno come obiettivo il loro potere e non il benessere del popolo.
I prepotenti usano la forza per difendere i loro interessi.
I corrotti rendono vani i principi morali e civili e distruggono gli stati di diritto.
In queste condizioni, le masse popolari
di tutti i paesi, amorfe e divise, vengono indotte a conformarsi a schemi
e gerarchie che condizionano le loro volontà agli obiettivi dei capi ed impediscono
di partecipare ai processi di costruzione del futuro.
Ed è paradossale che da sempre sia solo
una piccola minoranza illuminata e bene informata a ribellarsi, rappresentando
gli interessi e le aspirazioni della maggioranza.
Se continuiamo così non riusciremo mai a coniugare democrazia, sviluppo e solidarietà.
Per cambiare questa situazione bisogna innanzitutto riconoscerla, prenderne coscienza, quindi cercare nuove soluzioni e adottare gli strumenti necessari.
Per organizzare la migliore convivenza di tutti gli esseri umani occorre un unico governo che sia espressione dei popoli e non degli stati.
Serve una nuova entità universale capace
di moderare i conflitti e di assicurare a tutti le minime condizioni per
vivere e per produrre.
La Repubblica della Terra è il sistema
di governo al quale possono partecipare direttamente tutti gli abitanti del
globo. Essa ha per territorio l'intero pianeta, tante nazioni ma un solo
popolo ed un'unica moneta.
La Repubblica della Terra nasce dal basso, dalla gente, dall'intima consapevolezza e dalla libera convinzione di ogni individuo che vuole farne parte.
Strategia
della Repubblica della Terra
Il fine della Repubblica della Terra è affrontare problemi materiali attraverso il miglioramento della democrazia, l'aumento del benessere generale e la giusta solidarietà.
Gli strumenti per realizzare questo fine sono le risorse umane e materiali.
Le risorse umane sono tutte le persone che fanno parte della Repubblica.
Le risorse materiali sono le parti di ricchezza in loro possesso.
La strategia è l'organizzazione delle
risorse umane e materiali in funzione del fine.
L'organizzazione è l'insieme dei rapporti
tra le parti di un certo organismo.
L'insieme dei rapporti e l'insieme dei comportamenti costituiscono un sistema.
Ogni sistema ha una struttura.
La struttura è il complesso delle regole
che tengono unito un sistema.
La base di un sistema è la regola fondamentale dalla quale trae origine la struttura, cioè tutte
le altre regole del sistema dalle quali nascono i rapporti ed i comportamenti
delle singole parti del sistema.
Per modificare i rapporti ed i comportamenti
di un sistema bisogna modificare la sua struttura e per modificare la struttura
bisogna modificare la sua base, cioè la regola fondamentale.
Noi viviamo in un sistema piramidale
a base gerarchica e selettiva.
Il più forte si afferma e sopravvive al più debole.
Chi si trova al vertice della piramide
cerca di conservare la base attuale, cioè la regola fondamentale del sistema.
Modificare la struttura di un sistema significa sostituire la base del sistema con una nuova.
La nuova base deve essere l'unità delle diversità.
Dall'unità nascono le regole di comune interesse e dalle diversità nasce
l'evoluzione.
L'unità di base provoca rapporti e comportamenti in grado di accelerare l'evoluzione e la diversità consente ad ogni parte di esprimere il meglio di sé.