PENTAKOS
1990
Rodolfo Marusi Guareschi

Autobiografia

Prefazione

Premessa

Introduzione

Lettura
Parte I
Leggi universali
Parte II
Proposta filosofica
Parte III
Caratteri delle proposta
Parte IV
Concetti esistenziali
Parte V
Risultati ottenibili
Parte VI
Fattori esistenziali
Parte VII
Rapporti sociali
Parte VIII
Rapporti civili
Parte IX
Sistema politico
Parte X
Rapporti economici
Parte XI
Rapporti morali
Parte XII
Stato del mondo
Parte XIII
Progetto
Parte XIV
Cambiamento
Parte XV
Impero del bene
Epilogo
Glossario
Schema

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Parte XI
Rapporti morali

XI PARTE
RAPPORTI MORALI

Abbiamo parlato di sistemi sociali, civili, politici ed economici, ma non possiamo prescindere da un sistema morale, come elemento fondamentale di carattere individuale che, per il processo di emulazione, estenda i suoi effetti propulsivi sulle masse.

Un sistema morale basato su verità effettiva, libertà e giustizia, può essere ritenuto universalmente valido, perché costituito da caratteri dimostrati o dimostrabili, utili e, quindi, giusti.

Ma quale può essere l'autorità con ascendente sufficiente a convincere la gente sull'opportunità di un tale sistema?

Ogni autorità è l'espressione dei temi esistenziali che enuncia e che rappresenta: il clero per le religioni, chi detiene ricchezza per l'economia, i governanti per la politica e così via.

Secondo la nostra concezione il bene, come massima espressione del ruolo dell'essere umano, si realizza attraverso il principio dell'amore universale.

Amore per noi stessi, amore per gli altri ed amore per la Terra.

Un'utopia?

Le grandi religioni, le grandi filosofie ed i governanti dichiarano, da sempre, di voler sviluppare il loro ruolo in direzione dell'interesse comune, quindi esprimono concetti di amore universale.

Purtroppo, al di là delle enunciazioni, i risultati non ci sono stati.

E questo si verifica a causa di un errore originario: quello di aver impostato enunciazioni, strategie ed obiettivi su verità non effettive.

Quindi l'errore originario sta nell'assenza di una verità originaria, dimostrata o dimostrabile.

Viviamo verità velate o mascherate, verità storiche.

Un sistema morale fondato su verità effettive potrà coniugare teorie e prassi, enunciazioni e dimostrazioni.

Un sistema morale fondato sull'amore universale deve esprimersi attraverso autorità rappresentate da chiunque di noi sia in grado di conoscere e di trasferire la verità effettiva.

La verità effettiva è di per se stessa autorità morale.

L'accoglimento di un sistema morale così fondato corrisponde agli interessi soggettivi di tutti gli individui, all'interesse oggettivo dei popoli, sia dal punto di vista materiale (soddisfazione dei bisogni) sia da quello immateriale (appagamento dei desideri).

I filosofi, i teologi, gli scienziati possono essere, tutti insieme, le autorità capaci, se lo vogliono, di rappresentare il concetto dell'amore universale.

Come l'essere umano ha immaginato ed immagina il proprio fine ultimo in un premio ultraterreno, così egli può ben più semplice-mente immaginare il proprio fine ultimo nell'equilibrio universale, del quale l'amore universale è mezzo (risorsa naturale) di realizzazione.

Anche l'amore è un fatto incondizionato ed assoluto, forse è l'unica realtà assoluta.

L'amore è fatto di scienza, perché gli effetti sono prevedibili e verificabili, al contrario delle religioni, che sono immaginazioni con un'unica grande forza, e cioè che non è possibile dimostrare il contrario di quanto enunciano, almeno fino ad ora.

E, naturalmente, finché la religione sarà immaginazione, essa sarà assoluta, perché da una parte indimostrabile e, dall'altra, indimostrabile il contrario.

La conoscenza, invece, è sempre relativa.

Ma verrà il giorno in cui anche l'immaginazione, quindi anche la religione, sarà fusa con la conoscenza, ed allora anch'essa diventerà relativa.

Se amare è dare più di quanto si riceve per ricevere più di quanto si dà, allora il massimo appagamento coincide, anzi supera, il massimo dare di se stessi, con lo scopo di ottenere la massima felicità.

Amiamoci, dunque, per opportunità. Diciamo la verità, riconosciamo la libertà e siamo giusti, per nostra precisa opportunità.

Questo, in fondo, può percepire e riconoscere la nostra ragione e, se il vero, il bello ed il giusto non si sono mai potuti realizzare per effetto dei nostri istinti, possiamo realizzarli attraverso la nostra ragione.


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Rapporti morali